Giovedi 16 maggio, h 19.00

presso lo Spazio Parini di via Parini 16 a Como

Stefano Sordelli, nuovo autore comasco, presenterà il suo Romanzo “LA FOLLIA ALL’ORIZZONTE
edito da Officina della narrazione di Stringhe colorate.

Per eventuali informazioni telefonare al 3484765852.

Premessa dell’autore

La mia professione di musicoterapista mi porta, ogni giorno, a contatto con diverse realtà: bambini della scuola dell’infanzia, pazienti psichiatrici, ragazzi disabili, persone anziane e bambini con patologie gravi. E’ il lavoro che ho scelto e che amo, anche perché mi regala tanta verità. Gran parte delle persone che incontro mi raccontano dettagli del proprio vissuto in un modo che trovo estremamente sincero, anche se sicuramente soggettivo: spesso si trovano in una condizione tale per cui non hanno la necessità di fingere, nascondere o ridimensionare una situazione per paura di apparire deboli o infelici, come può accadere nella quotidianità. Questo aspetto mi consente di entrare spesso in vera empatia con loro.

Spesso mi immedesimo nelle persone con cui opero: a volte tendiamo a considerare come distanti da noi le sofferenze altrui, anche inconsapevolmente o inconsciamente. E’ come se ci sentissimo quasi invulnerabili fino a quando godiamo di buona salute.  Trovarmi quotidianamente a contatto con queste realtà mi aiuta a considerare che siamo tutti fragili e vulnerabili e che, forse, per ora abbiamo “solo” la fortuna di godere di buona salute. Mi capita di immedesimarmi nel papà di uno dei bambini con gravi patologie, o in un anziano signore che trascorre le sue giornate in una residenza sanitaria in attesa della visita dei suoi figli, o ancora come uno dei pazienti psichiatrici di cui mi viene raccontato un passato glorioso e pieno di soddisfazioni. Alcune volte, nel parlare del mio lavoro con persone estranee a queste situazioni, percepisco una certa distanza nei confronti di chi soffre di una patologia psichiatrica.

 

Non so dire se questa sia figlia della paura di ciò che non si conosce o del fatto di considerare questa realtà come lontana anni luce dal nostro vissuto.  Nel mio percorso di formazione come musicoterapista, l’aspetto che ho trovato maggiormente interessante riguardava la sospensione del giudizio. E’ una pratica tanto difficile quanto appassionante. Trovo bellissimo incontrare e conoscere le persone cercando di non farmi condizionare da ciò che viene detto su di loro, o dalla loro situazione attuale. Personalmente credo che in rarissime situazioni l’uomo smetta di sognare, di illudersi che la propria situazione possa migliorare.

A tutti capita di fare ciò che non vorremmo e spesso i nostri “errori” sono la conseguenza di situazioni e motivazioni complesse. Trovo affascinante dover scindere le persone dalle  loro azioni o dalle parole che dicono. Questo mio racconto nasce proprio per ringraziare tutte le persone con cui ho operato in questi anni e per quelle che ancora incontrerò: per le loro storie sorprendenti, per i loro aneddoti appassionanti. Alcuni dei quali probabilmente inventati o frutto di un falso ricordo, ma vivi e veri nel loro modo di trasmetterlo. Lo devo a tutte le emozioni e le sensazioni che mi hanno regalato e, spero, mi regaleranno. Lo devo al fatto che ognuno di noi dovrebbe essere considerato in quanto essere unico e speciale, tenendo conto di tutta la strada (e non solamente dell’ultimo breve tratto) che siamo riusciti a percorrere: con le nostre sofferenze, con le gioie, con i successi e le inevitabili sconfitte. Lo devo anche a tutte quelle persone che mi hanno riempito di messaggi in cui dicevano di essersi emozionati con il mio primo libro “In Grigna con papà – una storia vera”: mai avrei creduto di riuscire ad emozionare con un mio racconto.

Grazie a tutti quelli che mi hanno suggerito, consigliato, chiesto di proseguire nella scrittura e nel racconto di storie. 

Grazie di cuore.